Le prime difficoltà in aula e online
I corsi del semestre filtro sono iniziati e le criticità si sono fatte subito sentire.
Le lezioni online, spesso con microfoni e webcam disattivate, limitano l’interazione tra studenti e docenti. Nelle sedi che hanno scelto la didattica in presenza, invece, le aule affollate e il rapporto numerico docenti/studenti rendono difficile un vero confronto.
Un altro problema è la velocità con cui vengono trattati gli argomenti, per rientrare in una finestra temporale molto ristretta.
Ma com’è strutturato questo percorso? E soprattutto: quali sono le reali difficoltà per chi si trova ad affrontarlo?
Come sono strutturati gli esami ?
Gli esami del semestre filtro sono tre, identici in tutta Italia e somministrati nello stesso giorno e alla stessa ora. Le materie coinvolte sono:
- Chimica e propedeutica biochimica
- Fisica
- Biologia
Ogni prova è composta da 31 domande da completare in soli 45 minuti:
- 15 a risposta multipla (+1 punto per la risposta corretta, -0,25 per l’errore, 0 se lasciata in bianco)
- 16 a completamento, in cui bisogna inserire una parola mancante.
Sono previsti due appelli ravvicinati: 20 novembre e 10 dicembre.
Lo studente può rinunciare al punteggio del primo e ripetere l’esame nel secondo.
Criteri di valutazione
Le prove sono valutate in trentesimi, con possibilità di lode (+ 1 punto).
Ai fini della graduatoria nazionale, il punteggio è così calcolato:
- +1 punto per ogni risposta esatta
- 0 per ogni risposta omessa
- –0,25 punti per ogni risposta errata.
Il massimo raggiungibile nei i tre esami è di 93 punti.
Si considera superato ciascun esame con almeno 18/30: lo studente può rinunciare alla votazione ottenuta in un esame per ritentare la prova nell’appello successivo del medesimo semestre filtro, o in un’eventuale nuova iscrizione successiva.
Ricordiamo che uno studente può iscriversi al semestre filtro fino a tre volte (anche in anni non consecutivi), in caso di nuova iscrizione è possibile non considerare gli esami già sostenuti in precedenza.
Graduatoria nazionale e assegnazione dei posti
Solo chi supera i tre esami con almeno 18/30 accede alla graduatoria nazionale.
La graduatoria è stilata separatamente per ciascuno dei tre corsi di laurea (LM-41 Medicina, LM-46 Odontoiatria, LM-42 Veterinaria) in base al punteggio totale ottenuto (somma aritmetica dei punteggi).
In caso di parità di punteggio, ha precedenza lo studente con invalidità ≥66%, in caso di ulteriore parità vince lo studente più giovane.
Gli studenti utilmente collocati in graduatoria verranno assegnati alle sedi universitarie scelte in sede di iscrizione, secondo l’ordine di preferenza indicato e nei limiti dei posti disponibili.
Le difficoltà reali degli studenti: non solo il test
Sulla carta, il semestre filtro sembra un percorso lineare. In pratica, però, emergono alcune difficoltà concrete:
- Tempi ridotti per studiare. I corsi iniziano a settembre e già a novembre arrivano le prime prove. In poche settimane gli studenti devono affrontare un carico notevole di contenuti.
- Lezioni non sempre approfondite. Molti studenti segnalano che le lezioni, pur utili, non bastano da sole a coprire l’intero programma. La preparazione autonoma, quindi, diventa indispensabile.
- Gestione dello stress. Risolvere 31 domande in 45 minuti significa non avere margini di errore: la pressione del tempo si fa sentire e rischia di compromettere la performance.
Superare gli esami non basta
È importante chiarirlo: superare i tre esami non garantisce l’ammissione a Medicina. È solo la condizione necessaria per accedere alla graduatoria nazionale, che poi selezionerà i candidati in base al merito. In altre parole il semestre filtro è un primo ostacolo, non il traguardo finale.
Consigli pratici per affrontare il semestre filtro
- Studiare in modo mirato: quiz, domande a completamento e simulazioni sono la base dell’allenamento.
- Integrare le lezioni: non fermarsi ai contenuti d’aula, ma costruire un proprio metodo di ripasso.
- Allenarsi con il tempo: svolgere esercitazioni cronometrate per abituarsi ai 45 minuti.
- Gestire gli appelli: usare il primo come test generale e puntare al secondo come occasione decisiva.